Mi dicono che so fare tante cose ma quello che mi riesce meglio è esplorare nuovi territori, penso sia una qualità ereditata da mia nonna materna, persona eccezionale, curiosa e viaggiatrice. Da mio nonno ho invece imparato a sospendere il senso della vergogna e difendere con fermezza le mie idee quando per me hanno valore.

Sono nato il 27 Febbraio 1967 a Pesaro, nelle le Marche, l’unica regione al plurale. Ho quindi vissuto in pieno i meravigliosi anni ’60/’80, quelli della sperimentazione delle idee, delle radio libere, delle scoperte e del rock&roll, un periodo dove la musica spingeva noi giovani verso una visione internazionale della vita e una vocina ci incoraggiava a spiccare il volo. La musica è sempre stata un elemento fondamentale nella mia crescita personale perché genera legami tra le persone anche quando le parole magari non bastano.

Born to run di Bruce Springsteen è il primo disco che ho acquistato con i miei soldi. A 18 anni ero in prima fila allo stadio di San Siro di Milano per il primo concerto del Boss in Italia. Eravamo centomila persone impazzite e in lacrime, mandavamo baci dappertutto per giurare amore eterno al rock&roll, mentre lo stadio vibrava e oscillava al ritmo di rockin’ all over the world.

Sorrido a ripensare che era obbligatorio indossare le “scarpe da tennis” per non rovinare l’erba del campo di calcio e che il prezzo del biglietto era di 20.000 lire, oggi circa 10 euro, allora l’equivalente di due pizze margherita con due birre medie.

Quel concerto ha segnato un legame profondo tra me, il rock e lo spirito puro di quel periodo leggendario, dove si divoravano i libri di Walt Whitman per farsi trafiggere dal sentimento di quella identità collettiva.

Il bello era vivere le esperienze per imparare e il fattore sorpresa era la grande magia quotidiana.

Ho passato più di 20 anni anni nello sport professionistico, un ambiente dove ho appreso il rapporto fra passione e metodo, il valore del coaching e della leadership, del lavoro in team e la sistematica ricerca della miglior performance. Ho capito che l’allenamento e la  perseveranza sono gli elementi essenziali per la crescita personale e che la competizione è una guerra, per fortuna senza vittime, da combattere con energia e decisione ma attenendosi alle regole e rispettando gli avversari.

Ho imparato a superare sconfitte, infortuni, problemi e imprevisti nella consapevolezza che quello che conta non è quello che mi succede ma quello che ci faccio con quello che mi succede.

Sono nato per correre e non riesco a stare fermo per troppo tempo nello stesso posto e infatti, all’apice del successo nello sport, ho sentito dentro di me il bisogno di nuove motivazioni professionali e con decisione ho scelto di utilizzare in modo diverso le mie competenze ed esperienze. Un cambio di direzione che per molti è stato una metamorfosi sconvolgente mentre per me è stata una naturale evoluzione.

In tanti mi dicevano che era una pazzia cambiare e cercavano di scoraggiarmi elencandomi tutti i rischi, forse si comportavano così perché avrebbero voluto farlo anche loro ma non sapevano da dove incominciare o non ne avevano il coraggio. Oggi, quando la mattina mi guardo allo specchio, posso dirmi con orgoglio che ho battuto tante strade rimanendo sempre me stesso.

Il cambiamento spesso spaventa e molti preferiscono ancorarsi a lavori che non motivano più invece di progettare nuove strade.

Trovare il posto giusto, crescere di livello, cambiare quando è il momento, saper lavorare in gruppo, sono invece ambizioni che andrebbero sempre coltivate per raccogliere le giuste soddisfazioni professionali.

Io ho sperimentato su di me che per farcela servono formazione e competenze adeguate, metodo, concretezza, un pizzico di coraggio e un pò di fortuna. Io ci sono riuscito più volte e per questo tanti giovani, professionisti e organizzazioni si fidano delle mie competenze.

Sono affascinato dalle dinamiche relazionali, le caratteristiche, i segni della pelle, i diversi linguaggi, i tratti culturali delle persone. Le relazioni danno un senso alla nostra vita ma non seguono mai un copione e come le belle canzoni sono piene di sorprese, improvvisazioni, emozioni.

Quando una relazione è vera e intensa allora va al di là del tempo presente e spinge a guardare al futuro con la speranza di sogni da realizzare.

Ho esplorato tanti luoghi in giro per il mondo, ma i viaggi-studio in Namibia hanno segnato il mio modo di vedere la realtà quotidiana e interpretare il mio percorso professionale. Lì ho imparato che il wild e la natura selvaggia, dove la sola legge riconosciuta è quella della sopravvivenza del più adatto, sono un esempio formidabile per capire la complessità della vita.

Il mio lavoro è un’avventura perché trattare di umane risorse e comunicazione, di giovani e futuro, di leadership e team, mi trascina in straordinarie esperienze individuali e collettive dove tutti lottano per qualcosa di importante per sé stessi o la propria organizzazione.

Amo i miei figli e sono folgorato dai giovani contemporanei, così diversi ma straordinariamente interessanti per le abilità e i valori di cui sono naturali messaggeri.

Il mio grande impegno è aiutare più giovani possibile a saper progettare la propria strada e ad affrontare con audacia la stagione delle scelte. Ho scritto Welcome to the jungle, un manuale dedicato alle ragazze e ragazzi che vogliono sperimentare, sfidare e cercare opportunità con la forza delle proprie idee.

Il mio scopo quotidiano è essere d’ispirazione per andare là fuori e dar vita a rinnovate modalità relazionali con i miei figli, i loro amici, gli studenti, i collaboratori, i colleghi, i clienti, i team con cui lavoro oppure con tutte quelle persone che conosco appena. Qualcuno la cui vita si incrocia con la mia e la cui storia non ho mai ascoltato fino in fondo.

In un momento storico in cui è facile fraintendersi, dove tendiamo a chiuderci per parlare solo con chi già conosciamo o ci assomiglia, dove la sofferenza emotiva e l’incertezza sono delle presenze quotidiane, allora è fondamentale ricordarci ogni giorno che siamo tutti parte della stessa storia.

Siamo tutti nati per scrivere insieme dei nuovi capitoli,
magari migliori di quelli appena passati.

Lucio Zanca

Career mentor | Docente | Manager| Consulente
Esperto di team working e job placement

Autore Welcome to the jungle Feltrinelli edizioni Gribaudo

+39 335 6355448
lucio@luciozanca.com

  • Il mio percorso

    CURRICULUM

    Il CV è una time line che collega il passato al presente

  • DIDATTICA

    Università e scuole

    Le mie docenze per i giovani in ingresso nel mondo del lavoro